Famiglia Pellichero

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Domenica 16 marzo 2008

Ciascuno di noi può raccontare storie di vite spezzate incontrate dentro e fuori di noi, ma pensiamo che nella vita quotidiana ciascuno di noi può anche riconoscere piccole nuove resurrezioni, germogli di foglie nuove in piante secche…

Pensiamo alle donne del laboratorio di ASA "Creare con speranza" che da un anno e mezzo si ritrovano al giovedì, grazie all’aiuto di Dayana, la psicologa del progetto, per condividere e sostenersi a vicenda, per cercare di lenire le loro ferite passate e presenti. Mentre realizzano le collane, che poi cercheranno di vendere per sostenere economicamente la loro famiglia, condividono le loro esperienze di vita, le sofferenze, ma anche le gioie e le piccole conquiste di ciascuna, offrendo alle compagne nuove strade di possibili soluzioni.

Pensiamo a N. e V., due gemelline di 3 anni che a Natale 2007, con un sorriso più grande dei loro piccoli volti, ci hanno salutato perché dopo più di due anni in casa-famiglia sono ritornate a vivere con la loro mamma; erano entrate per denutrizione e negligenza nelle cure, mentre ora la mamma e gli zii si sono assunti le loro responsabilità e sono in grado di provvedere alla loro crescita.

Pensiamo ad alcuni giovani europei che hanno vissuto l’esperienza di volontariato in ASA con il progetto Spondylus e come questa esperienza di intercambio li ha aiutati a cambiare il loro modo di vedere la vita: "ero triste e arrabbiato con i miei genitori, ma mi sono reso conto che in fin dei conti non sono stati così male... e mi hanno dato molto", "pensavo mi mancassero molte cose e invece mi accorgo di averne troppe, …." …anche questo, per noi, è lasciar morire una parte di noi stessi e risorgere a una vita nuova, a un nuovo modo di affrontare le assenze, le mancanze, le difficoltà…

Pensiamo a una coppia di amici che ha deciso di iniziare una nuova gravidanza nonostante già due si siano concluse con due figli nati morti: pensiamo che in questo ci sia tanta vita che vuole emergere e non lasciarsi schiacciare dalla morte e dalla paura di soffrire di nuovo…

Pensiamo a L., un ragazzo di 12 anni, arrivato ieri in casa famiglia direttamente dal carcere dove viveva da più di un anno nella cella con la mamma incarcerata per droga; potrà continuare a vederla nei giorni di visita, per i prossimi 6 anni, ma anche avere l’opportunità di vivere una vita nuova.

E guardando a noi, ringraziamo il Signore per aver incrociato queste ed altre storie di vita, per averci donato la fiducia e la forza di lasciare la nostra terra, i nostri affetti, di lasciar morire qualcosa per poter assaporare questa esperienza di vita nuova.

E crediamo ancor di più che la vita è più forte della morte, in tutte le situazioni di sofferenza, di violenza, di morte spirituale, di morte fisica… A volte il cammino nel deserto è più lungo di 40 giorni … spesso passano più di tre giorni fra il venerdì santo e la domenica di Resurrezione, ma abbiamo fiducia che la luce arriva prima o poi a rischiarare le tenebre.

C’è bisogno di un po’ d’acqua, di sole, di cura e attenzione, di uno sguardo, di pazienza, di presenza … e anche i rami che sembrano secchi possono ritornare a germogliare.

Auguriamo a tutti di poter cogliere segnali di speranza e vita nuova nella propria quotidianità. Buona Primavera e Buona Pasqua di Resurrezione!

Angela e Nicola Pellichero

Immagini e altro nel nostro nuovo blog

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