Padrecito Fabio Lazzaro

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Quito Sabato 07 febbraio 2009

Carissim@,
Finalmente mi faccio vivo di nuovo dopo tantissimo tempo.
Non so proprio da dove cominciare... tante cose sono passate in quest’anno di servizio a Esmeraldas come parroco. Cercherò di essere sintetico anche se vorrà dire solo accennare a tante esperienze, a tanti successi e fallimenti, a diversi e contrastanti sentimenti, a numerosi momenti di crisi e di dubbio, a tanti volti incontrati, ad angoli di natura incantati...
Per quattordici mesi ho vissuto nella costa, in una parrocchia che ha quartieri di città e 30 comunità nel campo da seguire, con una cultura molto diversa alla sierra. Ora da dieci giorni sono di nuovo a Quito nella parrocchia "María Estrella de la Evangelizaciòn" con don Nicola, don Mauro, Lorenza e Flavio, che mi stanno accogliendo bene per cercare di farmi sentire di nuovo in famiglia.
"Famiglia"è una delle parole chiave di quest’anno di ricerca e di lontananza da Padova e da tante persone, una parola che ha già diversi significati in me ora e che mi ha messo e continua a mettermi in crisi per tanti aspetti che ora non accenno. È un elemento fondamentale per me che ho scelto di rinunciare a una famiglia matrimoniale per essere libero per l’annuncio del Vangelo... e sempre più mi sento molto schiavo, o per lo meno dipendente di una "ditta" poco evangelica! Per fortuna il clero di Esmeraldas con il suo vescovo mi hanno fatto sentire proprio uno di loro.
Se andiamo per parole chiave, allora un’altra è "camminare": tanti km in macchina, a piedi in mezzo al fango, a cavallo e in ranchera (piccoli bus aperti, dove ci si siede anche sul tetto), per visitare le comunità del campo, per pregare in mezzo alle case del quartiere popolare dove vivevo, per risparmiare qualche centesimo di $, come fanno tanti qui. Camminare per ore nel silenzio, spesso solo o con una guida, mi ha permesso contemplare una natura stupenda, ascoltarmi dentro e riflettere molto, ma anche sentire la fatica e il desiderio della meta, la paura dell’oscurità che può coglierti ancora per strada... Camminare mi ha aiutato a capire ancor più che non sono chiamato ad essere un missionario sedentario (biblicamente sono termini antitetici) ma una persona che si mette sempre alla ricerca, che va lì dove la gente vive, dove i più lontani aspirano a gustare il Regno di Dio.
"Ricerca" penso sia un’altra parola chiave, ricerca di senso alla mia vita e al mio ministero di prete sempre più in crisi per tante cose che non capisco, che non mi piacciono, per il silenzio di Dio che mi impedisce di seguirne il cammino, per stili di vita che sento irrinunciabili, per tante incoerenze in me e nelle istituzioni che non riesco a digerire. Ricerca di un volto di Dio meno occidentale, meno "cattolico" che va bene per tutti, meno definito... ma che sta sempre un passo più in là.
"Affetti" che riempiono e danno colore al vivere ma che anche feriscono: è questa un’altra parola chiave. Persone che ti cercano (con il rischio che si fermino su di te e non vadano a Dio!?), persone che ti mettono il coltello alle spalle, che sparlano di te (sport nazionale nella costa), persone che ti danno tutto quello che hanno nella loro povertà (il loro letto quando dormivo nel campo, la loro migliore frutta, il loro tempo...), persone che ti fanno sentire speciale nonostante i miei sempre più conosciuti limiti di carattere.
Affetti che scaldano e che feriscono, che aiutano ad essere meno intellettuali e legati al ruolo. Affetti che a volte ti questionano in profondità.
"Poveri e stile povero" sono un altro punto di non ritorno che mi ha portato da mesi a partecipare di un gruppo di preti del Prado (una organizzazione internazionale nata in Francia) che tentano di camminare in fraternità per aiutarsi, attraverso la revisione di vita, lo studio del Vangelo, con stile povero e guardando sempre la vita e la pastorale dal punto di vista degli ultimi, degli impoveriti. È un gruppo di amici e fratelli preti con i quali mi trovo bene, con i quali si respira la semplicità di vita e la cordialità,unite a un impulso profetico condiviso e, a volte, ostacolato dai vescovi.
"Volti" cari ( altra parola importante) che ho dovuto lasciare a Esmeraldas e che sempre per un prete chiamato a muoversi, a lasciare, restano nel cuore, soprattutto sapendo che la parrocchia dove ero non ha ancora un parroco che mi succeda. Volti di bambini per la strada che con i loro sorrisi, i loro capelli sporchi, il loro bisogno di affetto, mai ti lasciano tranquillo... volti di donne spesso maltrattate, ingiustamente ripagate da tanti sforzi per far crescere i figli e la famiglia unita nonostante tutto. Volti di uomini dediti nella gran parte solo alle carte da gioco, allo sport, all’alcool, ai vizi, alla vita frivola e superficiale.
Volti di gente semplice e di altri che vogliono farsi "piccoli" vicino ai loro fratelli e sorelle, che si sono presi a carico la parrocchia con il suo spirito missionario e solidario. Volti di guide e catechiste del campo (ma anche della città) che lottano per annunciare il Vangelo in un contesto sempre più indifferente, che hanno una fame incredibile della Parola di Dio (e per questo alcuni addirittura cambiano di religione). Tante persone che trovano spazio nel mio cuore sempre più popolato, che a volte non è molto riconoscente, che a volte non sa coltivare le amicizie per il poco tempo che regalo a me stesso.
Tante storie che è difficile racchiudere in poche righe, tanti momenti di solitudine che è difficile descrivere, tanti giorni che non mi sento di sposare una chiesa istituzionale sempre più distante dallo spirito del Vangelo, tanti altri giorni di sofferenza per la chiesa dei "piccoli" che mi educano e mi danno speranza, nonostante tutto, per la loro rocciosa fede, per la loro incredibile forza davanti alle prove, per il loro sorriso fiducioso nella Provvidenza di Dio... che anch’io anelo mi visiti presto con la sua Luce.
Ho cambiato l’indirizzo di posta, spero che ti ricordi di cambiarlo con questo nuovo per poter stare in contatto. Il nuovo indirizzo è: fabiofubex@gmail.com.
Che il Signore illumini e dia animo anche alla tua vita.
In comunione nonostante la distanza. Fabio.

Fabio p. Lazzaro
Parroquia Maria Estrella de la Evangelizaciòn
Moràn, Coop. Nuevo Amanecer Mz 24
Quito - Ecuador 00593-2-2031703 (casa)
00593-89885688 (cel)

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