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Domenica 3 aprile 2011
Sembra l'inizio di una barzelletta, ma in realtà è questa la situazione attuale di casa Spondylus. Sandra, la ragazza svizzera, ha terminato il suo periodo qui ed è tornata a casa, ma in compenso lunedì sono arrivare Julie e Eleonore, due ragazze francesi che resteranno qui fino al giorno successivo al mio ritorno, per cui con Anita siamo in quattro attualmente a convivere, anche se le ragazze per ora sono rimaste un po' per i fatti loro, speriamo sia solo il primo periodo.
Queste ultime settimane sono state più "leggere" nel senso che non ho viaggiato molto e mi sono dedicato più al lavoro al CAE e CDI, anche se ho dovuto ridurre i tempi. Infatti ho iniziato a sentire un po' di stanchezza e qualche acciacco (ora ho il raffreddore), dovuta al mio corpo che si sta adattando all'altura (siamo a 2800m), agli sbalzi climatici (qua puoi svegliarti con la foschia, pranzare col sole che batte e andare a letto col diluvio, non c'è meteo che tenga), alle giornate intense, al sole che picchia (con o senza nuvole), a qualcosa che ho mangiato o a chissà cos'altro, e quindi ho dovuto ridurre il ritmo di lavoro. Ho deciso così che, mentre il CAE continuerò a seguirlo sempre tutti i pomeriggi, al CDI andrò a giorni alterni, così ho un po' di tempo per riposare, per riordinare le mie cose, per cominciare la tesi, per ripensare a quello che sto vivendo, per fare quello che mi piace.
La prima cosa che ho fatto col mio tempo libero è stato dedicarmi ai fornelli e fare un po' di programmazione, visto che ci si prende sempre all'ultimo e si rischia di cenare spesso con un toast al formaggio (con tutto rispetto ai toast di Anita che sono buonissimi). Così, anche in occasione dell'arrivo delle nuove coinquiline, mi sono dato alla culinaria: pizza, tiramisù, pesto, gnocchi, ragù. Modestia a parte, devo ammettere che, dati gli strumenti (non sempre consoni o funzionanti, prova tu a fare il pesto con un frullatore da frullati), gli spazi (che scarseggiano, non è una cucina molto spaziosa) e gli ingredienti con cui ho lavorato (diciamo che la cucina italiana qui non trova sempre i prodotti adatti), i risultati non sono stati niente male.
Altro episodio degno di nota è quello che è successo la scorsa notte: alle 3 Anita apre la porta della mia porta preoccupata svegliandomi dicendo che ha sentito dei rumori strani. Io mi alzo assonnato e la seguo. Mi chiede di guardare dalla finestra. Io guardo da dietro il vetro e vedo qualcosa sotto (siamo al primo piano) che si muove basso tra l'aiuola che costeggia la strada. Le dico un po' seccato "ĦEs un perro (cane)!" tanto che mi sembra di intravedere una coda. Ma lei insiste che non può essere, che ci fa un cane lì? Allora apro la finestra e guardo meglio: in effetti vedo che c'è un uomo a gattoni vicino al posto dove teniamo la bombola del gas, evidentemente stava cercando di prenderla (rivenderla vuol dire guadagnare sui 75$). Questo alza la testa, mi vede e si ferma a guardarmi. A me non viene in mente niente di meglio che fargli serio cenno di andarsene e lui scappa. A questo punto Anita chiama la vicina che viene col marito a controllare e, visto che c'è, ferma pure una volante della polizia che passa per di qui ma del tipo nessuna traccia. Fu così che sventai una tentata rapina. =)
Nonostante tutto ho comunque avuto nei fine settimana le mie occasioni di girare un po': sono stato al Quilotoa, una laguna vulcanica a 4000m nei pressi di Latacunga, con i giovani di Luz y Vida. È stata proprio un'occasione speciale per poterci (io e il Gino, l'unico dei 5 italiani amici della Lorenza rimasto qui) relazionare con i ragazzi, visitando un luogo che ci ha offerto paesaggi mozzafiato. Altro luogo visitato è stato il rio Pita con le sue cascate: c'ero già stato la scorsa volta che sono stato in Ecuador, ma non avevo visitato la cascata più grande, proprio una forza della natura!
Per ora è tutto, grazie ancora per l'attenzione, un saluto caloroso a tutti, hasta pronto
Enrico
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