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Venerdì 25 marzo 2011
Hola con todos! Sono passate altre due settimane, anche se non le ho sentite, anche perché sono state molto intense.
Il mercoledì delle ceneri, infatti, sono arrivati a Quito cinque amici della Lorenza, missionaria Fidei Donum a Luz y Vida, per passare qualche giorno a visitare alcune realtà ecuatoriane... e io non mi sono lasciato sfuggire l'occasione e mi sono accodato all'allegra combriccola per fare qualche giretto, grazie anche alla gentile concessione di Anita, "padrona" di casa Spondylus, che mi ha concesso qualche giorno di ferie (anche se ammetto che un po' mi sento in colpa).
In questo modo ho avuto la possibilità di andare un giorno a Otavalo, città famosa per il suo mercato artigianale, ricca dei colori vivaci tipici dell'Ecuador, dove abbiamo fatto razzia di vestiti e oggetti tipici, e il vicino lago Cuicocha, un lago situato all'interno del cratere di un vulcano.
Finalmente poi sono riuscito a vedere la zona amazzonica; siamo infatti stati nei pressi di Tena per tre giorni. Questa in particolare è stata un'esperienza fantastica: ci hanno portati in giro in macchina (nel tragitto mi hanno lasciato stare sul tetto per fare le foto), in canoa e addirittura all'avventura su gommoni trasportati dalla corrente del fiume; abbiamo visitato un rifugio per animali malati, una comunità Quechua, passeggiato per la foresta amazzonica passando per caverne piene di pipistrelli e siamo stati ospitati in un posto con una vista mozzafiato sul fiume Napo. Fantastico! Penso non riuscirò mai a trasmettere le emozioni vissute in quei giorni: i rumori della foresta, i colori delle piante, il profumo della pioggia (fortunatamente ha piovuto solo la notte, ma ci stava proprio), dei fiori e della frutta, la tranquillità del rio che ti trascina mentre il sole ti scalda e l'acqua ti accarezza i piedi...
La settimana scorsa, in occasione della festa di san Josè tutto il barrio (quartiere) di Moràn, devoto al santo, ha organizzato una festa a cui abbiamo partecipato e che prevedeva balli e canti tipici, giochi pirotecnici (castillo e vaca loca) e addirittura una specie di corrida.
Ma la sorpresa maggiore è stata in occasione del nostro viaggio per visitare Salinas de Guaranda. Io c'ero già stato due anni fa, ma è stato comunque un piacere poter rivedere la realtà dalla quale vengono gran parte dei prodotti del mercato equo e solidale, grazie anche alla splendida giornata che abbiamo trovato. La mattina del secondo giorno scopriamo che il paese sta aspettando l'arrivo, niente popò di meno, del presidente della repubblica Rafael Correa. Purtroppo, come spesso succede qui, il presidente alle 12 non è ancora arrivato e noi dobbiamo tornare a casa. Lungo la strada del ritorno passiamo per il centro di Latacunga e lì il traffico viene fermato dalla polizia. Scendiamo per chiedere spiegazioni e ci dicono che per di là deve passare il presidente. Subito, eccitati (soprattutto la Lorenza), parcheggiamo e andiamo in cerca del presidente e arriviamo davanti all'ospedale che sta visitando. Aspettiamo fuori con la gente che ormai continua ad aumentare, finché non esce. Subito cerco di fargli una foto, quando sento che qualcuno mi prende per il polso: è uno della sicurezza che mi fa cenno di andare avanti. A questo punto Correa si gira verso di me e mi chiede "Where do you come from?" e io "De Italia" e lui "Benvenuti!" A questo punto la Lorenza gli spunta a fianco e comincia a parlargli e con lei gli altri. Sembrava di stare con un vecchio amico. Dopo averlo salutato, come con noi si è fermato con molte altre persone. Che emozione! Il resto del ritorno è stato molto euforico.
Nonostante i numerosi viaggi, il mio tirocinio comunque continua. Siccome mi piace e ho tempo continuo a lavorare la mattina nel CDI con i bambini e nel pomeriggio nel CAE con i ragazzi. Mi piace molto perché mi danno molto. In realtà io non faccio un gran che, fanno più loro per me. Con loro gioco, chiacchiero (per quel poco che riesco), li aiuto nei compiti. Riesco ad essere utile solo perché alcuni di loro dal punto di vista scolastico sono non sono messi molto bene: a 8 anni non sanno quasi distinguere le lettere o non sanno nemmeno quante dita ha una mano, ogni volta tornano a contarle, non si sa mai che spunti qualche dito in più all'improvviso.
Oggi ai più piccoli per la prima volta ho raccontato un "cuento": hanno scelto "Caperucita roja" (cappuccetto rosso). Non finiva più! Non so se hanno capito quello che ho letto, diciamo che per fortuna lo conoscevano già. Un paio di volte una bimba, una delle più tremende, per darmi fiducia si avvicinava e guardandomi negli occhi mi diceva "ĦQue bueno! ĦEres bravo Enrico!" Che forti i bambini.
Bene per ora ho finito, spero di avere presto altro tempo da dedicarvi e altre cose da raccontarvi. Nel frattempo vi saluto. Un abrazo, hasta pronto
Enrico
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