Lara Borella

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Natale 2007

"Non temete! Io vi porto una bella notizia che procurerà una grande gioia a tutto il popolo: oggi per voi, nella città di Davide, è nato il Salvatore, il Cristo, il Signore.
Lo riconoscerete così: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia"

(Lc 2, 10-12)

In questi giorni di preparazione al Natale nella mia parrocchia "Maria Estrella de la Evangelizacion" abbiamo riflettuto nelle varie novene (una trentina disperse su tutto il territorio parrocchiale) sui vari angeli, gli annunciatori, i messaggeri di Dio. E così abbiamo parlato dell'angelo della vita, di quello della famiglia, della solidarietà, della perseveranza ecc...
In particolare l'angelo della vita era davvero carino nelle immagini disegnate da Jacopo, cognato di padre Mauro, disegnatore... Qui in Ecuador la vita "trasborda", è dirompente, e me ne rendo conto sempre più, conoscendo più da vicino le persone, le giovani future mamme che mi vengono a confidare: "sono in attesa di un bebè". Alcune lo hanno cercato, voluto intensamente; altre non lo desideravano, ma lo accolgono, con tutte le difficoltà del caso... È di sabato la novità meno attesa: Erika, catechista, 16 anni, è incinta. Il bimbo è atteso per luglio. Dopo alcuni momenti di incertezza sul da farsi, Erika ha deciso di tenere il bambino, e ora il suo sorriso si colora di una tenerezza nuova... Sa a cosa va incontro, la situazione si è già verificata 2 anni fa con sua sorella, sa che dovrà lasciare la scuola e che dopo sarà più difficile riprendere a studiare. Ma non si spaventa.
Anche Beatriz è incinta, ha due figli grandi, Mayra di 16 anni e Bryan di 11, e il terzo figlio non era proprio previsto. Il marito non è proprio d'accordo, ricominciare con un bimbo piccolo dopo tanti anni non sarà facile, ma anche lei è contenta dell'arrivo di questa nuova creatura.
Ma la vita qui sono anche tutti quei bambini già nati e le loro storie sono già strappalacrime ai primi mesi di vita... Giovedì pomeriggio, dopo la festa di Natale nel Centro Infantile Luz y Vida, sono tornata a casa a pranzare, avevo un paio di ore libere prima di un altro impegno e Flavio e padre Nicola mi hanno vista tornare a casa un po' carica: due zainetti, un sacchetto con dei regali di Natale e, stretto stretto a me, il piccolo Josuè, con tutto l'intorno di pannolini e biberon. Josuè ha 7 mesi, e una storia familiare davvero triste. Tre settimane fa la polizia specializzata sul maltrattamento ai bambini ha portati via i suoi fratellini, che ora stanno in una casa famiglia, la mamma ha appena trovato un lavoro, altri due fratellini sono stati adottati (illegalmente, tra l'altro...). Ora Josuè sta diventando a poco a poco la mascotte della guarderia, dell'asilo, tutte le educatrici stanno dimostrando un certo affetto verso di lui conoscendo la sua situazione, con Caritas stiamo aiutando la mamma e la Sandra (educatrice in guarderia) che ha accettato di farsi carico del bambino mentre la mamma è al lavoro. Sandra ha la mia età e ha quattro figli, Gari, di 12 anni, Geraldine di 5, Andrew di 3 e Anderson, che ha la stessa età di Josuè. Ieri sono dovuta andare a comprare pannolini, il biberon che si era rotto e qualche pappetta... infatti spero di avere qui il piccolo Josuè domani, giorno di Natale, in cui sua mamma lavora, e per lasciare con un po' di respiro Sandra.
È stato proprio bello averlo qui in casa giovedì, e mi sono dovuta misurare con cose per me nuove o quasi: preparargli da mangiare, cambiare il pannolino, tagliargli le unghie, vederlo rotolare sopra la estera (una specie di stuoia di paglia grossa che qui una volta e nel campo usano come "materasso") mentre scopriva un mondo nuovo, il pomello ottonato di un cassetto o il rumore che fa quando si colpisce la estera con la mano, o il crocefisso che penzola dal mio collo da stringere forte forte con le sue manine strapiccole....
Ecco, insomma anch'io ho avuto il mio Gesù bambino per questo Natale...
Vi auguro di condividere quello che avete di bello e gioioso in questo Natale con le persone che non ce l'hanno. Vi auguro di poter accogliere le povertà di qualcuno e le ricchezze di tutti.
Un abbraccio pieno di vita

Lara

Ps: vi allego una foto di Josuè mentre mangia con Katy, mia collega catechista, che mi ha fatto il favore di prendersi cura di lui mentre io facevo le foto della festa in guarderia, e un'altra mentre gioca con Nicola qua in casa.

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